Roma, 9 giugno 2026 – Stefano Scalera è intervenuto stamattina al seminario promosso da MEF e Eurispes sul tema della valorizzazione degli immobili pubblici. Queste le sue dichiarazioni:
“Sul tema della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico il Governo ha posto un rilevante peso politico. Riguardo alla necessità di velocizzare i tempi di messa a terra dei progetti di rifunzionalizzazione degli immobili pubblici, ritengo ci siano tempi “giusti” di cui le Amministrazioni hanno bisogno per decidere il miglior riuso degli immobili presenti nei loro territori.
Invimit è nata per completare la filiera della valorizzazione pubblica, con uno strumento che avesse una posizione di mercato diversa da quella di altre società a partecipazione pubblica che operano nello stesso ambito. La SGR agisce principalmente su due pilastri: la gestione degli immobili in locazione passiva della Pubblica Amministrazione e la ricerca di nuove funzioni per immobili pubblici che hanno perso la precedente (come ad esempio le ex colonie, gli ex centri di formazione, le ex caserme e piazze d’armi). Per gli Enti locali tali luoghi abbandonati sono diventati nei lunghi anni di abbandono l’icona della “mano oscura” dello Stato centrale. L’investitore privato, inoltre, ha scarso interesse a investire in immobili che non abbiano un progetto di valorizzazione. Il concetto di valorizzazione, caro a Invimit in quanto premessa necessaria per il suo intervento, è assai diverso da quello di vendita: la valorizzazione, infatti, parte dallo status quo dell’immobile per realizzare (in stretto raccordo con gli Enti locali, di cui siamo una sorta di “costola”), un progetto che offra nuovo valore economico e sociale al territorio in cui l’immobile si trova e che quindi sia sostenibile per la città e per il quotista del fondo. Un’altra grande differenza da far notare è quella tra gli investimenti di Invimit con le risorse di MEF e Inail e gli investimenti pubblici “classici”. In questo secondo caso, non necessariamente l’investimento si basa sulla sostenibilità economica-finanziaria com’è invece richiesto per gli investimenti della SGR, che devono restituire un rendimento seppur paziente. Il ritorno più basso richiesto a Invimit rispetto a quello ricercato dai privati consente alla Società di effettuare operazioni di rilevanza sociale, ferma restando la sostenibilità economica-finanziaria, che altrimenti non sarebbero realizzati come ad esempio gli alloggi da destinare a studenti e lavoratori fuori sede a canone calmierato (circa 450 euro/mese) in zona centrale a Milano. Quindi ciò che, grazie alla cabina di regia sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico (coordinata dal Sottosegretario Albano) e al Dipartimento III (diretto dall’Avv.to Mantella), stiamo cercando di realizzare è una politica di gestione degli investimenti che tenga conto di criteri di sostenibilità economica, finanziaria, sociale e – se possibile – anche ambientale. Il nostro sforzo sta iniziando a dare risultati positivi.
Sul Piano Casa, Invimit opererà sul secondo pilastro che prevede l’istituzione di un fondo immobiliare finanziato e partecipato dal Dipartimento Coesione in cui le Regioni avranno la possibilità di investire le risorse europee già destinate al piano casa, conferendole in comparti dedicati (cosicché le risorse di ciascuna Regione vadano a finanziare esclusivamente interventi territoriali). Tutto il patrimonio pubblico abitativo che ha necessità di ristrutturazione potrebbe essere oggetto di questo piano. Siamo già al lavoro per proporre in modo trasparente alle SGR private degli immobili su cui lavorare, così da sommare la forza-lavoro in vista degli importanti obiettivi che il Piano si propone di raggiungere”.
