Milano, 20 luglio 2026 – Mario Valducci è intervenuto oggi al convegno sul Piano Casa promosso dall’integrazione parlamentare “Progetto Italia”.
Queste le dichiarazioni del Presidente di Invimit:
La premessa fondamentale per realizzare gli obiettivi ambiziosi che il Piano Casa si è posto è necessaria la volontà di tutti soggetti istituzionali e privati coinvolti.
Ritengo che siano principalmente tre i fenomeni che hanno generato l’emergenza abitativa: la crescita del turismo, l’attrattività delle nostre università e il venir meno dell’allineamento geografico di domanda e offerta di lavoro. Quest’ultimo fattore ha determinato l’impossibilità per molti lavoratori (residenti in zone del Paese in cui è più difficile trovare occupazione) di trasferirsi in città in cui avevano vinto concorsi o trovato lavoro, ma nelle quali i costi di locazione avrebbero assorbito fino al 70% dello stipendio.
INVIMIT è stato individuato dal Governo e dal Parlamento come il soggetto attuatore del secondo pilastro del Piano Casa, quello che riguarda l’edilizia sociale. Questo pilastro prevede la costituzione di un fondo dei fondi, gestito dalla Sgr, e partecipato dal Dipartimento Coesione di Palazzo Chigi, con uno stanziamento di 100 milioni di euro. I fondi territoriali su base regionale verranno, poi, attivati attraverso due canali: un apporto finanziario, che prevede la possibilità per le Regioni di conferire le risorse europee sull’housing non ancora programmate e l’ingresso di capitali da parte delle SGR private, che gestiranno i fondi dopo essere state individuate tramite bandi di pubblica evidenza; e l’altro, attraverso apporto di immobili da parte di Enti territoriali o di immobili di proprietà privata (in questo caso, l’iniziativa deve essere promossa dall’Ente pubblico che ne riconosce l’interesse per la collettività). Ecco perché è necessaria la volontà di tutti i soggetti, pubblici e privati.
Probabilmente INVIMIT è stata scelta per avere un ruolo nel Piano Casa in quanto – all’arrivo della nuova governance, insieme all’AD Stefano Scalera – abbiamo deciso di promuovere REgenera: un’iniziativa per ridare una nuova funzione a circa 30 compendi immobiliari di proprietà di fondi della Sgr, che avevano esaurito da decenni la precedente funzione ed erano nel frattempo diventati veri e propri “buchi neri” delle città in cui si trovano.
Per circa 25 immobili (ex caserme, ex centri di formazione, ex colonie, ex uffici) siamo riusciti, con la collaborazione delle Istituzioni locali e degli investitori privati, ad individuare progettualità di rimessa in funzione dei beni, rispondendo anche alle mutate esigenze del territorio e generando così valore economico e sociale.
Ultimamente, abbiamo deliberato un’operazione volta a riqualificare 5 immobili situati a Padova, Cremona, Torino, Forlì e Novara, che saranno riqualificati in circa tre anni da oggi in 400 alloggi, per un totale di circa 1.000 posti-letto, da destinare a lavoratori del settore sanitario con affitto canone calmierato (circa un terzo del reddito familiare). L’operazione, grazie alla collaborazione anche di investitori istituzionali, prevede l’apporto di questi nostri immobili in un fondo che sarà partecipato da una SGR individuata tramite bando di pubblica evidenza.
Il “meccanismo” di funzionamento di REgenera, che ha dimostrato di poter funzionare, è stato riproposto per il secondo pilastro del Piano Casa.
Il buon andamento del settore immobiliare è fondamentale per il rilancio dell’economia nazionale.
