Roma, 9 luglio 2026 – Stefano Scalera è intervenuto oggi alla tavola rotonda Ifel sull’affordable housing promossa da IFEL. queste le dichiarazioni dell’Ad di INVIMIT:
È in corso una concertazione tra il Dipartimento Coesione della Presidenza del Consiglio e le Regioni per far sì che queste ultime aderiscano al progetto previsto dal secondo pilastro del Piano Casa, quello in cui opera INVIMIT attraverso la gestione del Fondo Housing Coesione.
Qualora le Regioni, come ci auguriamo, decidessero di far confluire nel Fondo i fondi nazionali e europei previsti per l’housing, tali risorse saranno destinate unicamente a progetti per la Regione da cui provengono. Inoltre, le risorse in questione saranno rendicontate, monitorate e anche spese come lo sarebbero state se fossero utilizzate direttamente dalle Regioni.
Questo è un tema fondamentale, su cui mi sembra importante richiamare l’attenzione.
Alle Regioni conviene aderire per due motivi principali: il primo è dato dall’opportunità per le Regioni di non perdere risorse, dato che entro il corrente anno sono chiamate a rendicontare una quota importante di queste risorse che altrimenti andranno perse. È bene ricordare che la sottoscrizione delle quote del fondo vale come spesa e quindi concorre a non perdere risorse. Questo è un primo vantaggio.
Il secondo è che, attraverso questo modello, si attivano processi di partenariato pubblico-privato in grado di suscitare un effetto-leva sugli investimenti, a beneficio dei territori.
Ricordo che, per la norma istitutiva di INVIMIT e quindi al di là e prima del Piano Casa, la Sgr agisce attraverso “operazioni promosse o partecipate dagli Enti pubblici”. Significa che l’Ente pubblico o entra nell’operazione attraverso il conferimento del suo patrimonio immobiliare, oppure può promuovere – attraverso un atto amministrativo che ne riconosce l’interesse pubblico – operazioni private su cui poi INVIMIT può investire. È il caso, per esempio, di territori in cui non sono presenti beni pubblici ma solo privati, da destinare a funzioni di housing sociali.
Quindi gli Enti sono attori principali delle operazioni in quanto o le promuovono o vi partecipano.
Il nostro primo obiettivo, nel lavoro sul Piano Casa e in collaborazione con ANCI e IFEL, è censire quali beni pubblici sono disponibili per essere destinati all’obiettivo.
Dal mio punto di vista, il secondo pilastro del Piano è quello più coordinato nel sistema costituzionale italiano nel senso che la nostra capacità di investimento dipende dalla volontà degli Enti di entrare nell’operazione. Per legge, non possiamo intervenire in una operazione che non sia voluta (nel senso di promossa o partecipata) dagli Enti locali.
Tutto ciò mi fa ben sperare sul fatto che gli Enti ci aiuteranno a sviluppare questo progetto davvero rilevante per il Paese.
