Roma, 27 maggio 2026 – Il Presidente Valducci è intervenuto oggi in audizione in commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.
Di seguito uno stralcio del suo intervento:
Gli immobili abbandonati rappresentano spesso veri e propri “buchi neri” nelle nostre città. Aree, edifici e patrimoni che per molti anni sono rimasti fermi, non utilizzati, privi di una destinazione e spesso non appetibili per il mercato. Quasi sempre, in questi casi, si tratta di beni pubblici.
La sfida di Invimit SGR è provare a rimettere questi immobili sul tavolo, in collaborazione con i territori, le istituzioni e gli investitori privati.
Oggi Invimit gestisce 18 fondi immobiliari, tra fondi dei fondi e fondi di gestione diretta, con circa 350 immobili, per un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di euro. Un patrimonio che arriva spesso da istituzioni pubbliche, enti locali, enti previdenziali e amministrazioni, e che può diventare una leva importante per la rigenerazione urbana.
Dopo che la SGR è stata individuata come soggetto attuatore del secondo pilastro del Decreto-legge 66 sul Piano Casa, questa missione assume un significato ancora più rilevante. L’obiettivo è trasformare immobili non utilizzati in nuove opportunità per le città, mettendo a disposizione abitazioni con canoni sostenibili: al massimo un terzo dello stipendio di chi ci va ad abitare.
È un obiettivo ambizioso, soprattutto nelle città dove la pressione abitativa è più forte per turismo, presenza universitaria e costo della vita. Ma quella che per anni è stata considerata un’emergenza è ormai diventata una crisi sistemica.
Per questo il lavoro della SGR guarda a una prospettiva concreta: recuperare immobili abbandonati e restituirli a una funzione sociale, pubblica o collettiva. Silver house, studentati, social housing, nuove sedi della pubblica amministrazione, spazi per la ricerca, l’innovazione e i servizi.
Nel solo ultimo anno, su 31 immobili immessi sul mercato dopo anni in cui non trovavano uno sbocco, 24 hanno trovato una destinazione o un riutilizzo futuro. Significa che è possibile dare nuova vita a luoghi rimasti per troppo tempo ai margini, trasformandoli da elementi di degrado a infrastrutture utili per le comunità.
I “buchi neri” nelle nostre città sono ancora moltissimi. L’auspicio è che Comuni, Regioni e proprietari pubblici possano cogliere l’opportunità del Piano Casa per renderli disponibili e costruire interventi con una chiara finalità sociale. Su questo, siamo al lavoro per pubblicare, speriamo entro settembre, un bando aperto a tutti i soggetti pubblici.
Qui il video integrale della seduta