Piano Casa

Il Piano Casa per una nuova politica dell’abitare

RIGENERARE IL PATRIMONIO PUBBLICO, AMPLIARE L’OFFERTA ABITATIVA, COSTRUIRE VALORE PER LE COMUNITÀ.

Rigenerare gli immobili pubblici significa creare nuove opportunità abitative, ridurre il consumo di suolo e costruire città più sostenibili. Il Piano Casa trasforma questi obiettivi in interventi concreti attraverso il ruolo strategico di INVIMIT.

Il Piano Casa

Il Piano Casa rappresenta una delle principali iniziative nazionali volte ad affrontare il tema dell’emergenza abitativa attraverso un modello di sviluppo sostenibile, fondato sul recupero del patrimonio pubblico e sull’incremento dell’offerta di alloggi a canone accessibile.

Gli obiettivi

Il Piano Casa nasce con l’obiettivo di aumentare l’offerta abitativa a canone sostenibile, favorendo il recupero e la rifunzionalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico oggi inutilizzato o sottoutilizzato.

 

L’iniziativa punta a coniugare sviluppo urbano, sostenibilità ambientale e interesse sociale, promuovendo il riutilizzo degli immobili esistenti e contribuendo al contenimento del consumo di suolo, attraverso un modello di rigenerazione del patrimonio già disponibile.

 

Il Piano intende inoltre offrire una risposta concreta alle esigenze abitative di cittadini, lavoratori e famiglie, valorizzando immobili pubblici e favorendo investimenti capaci di generare benefici economici e sociali per i territori.

Il ruolo di INVIMIT sulla “casa abbordabile”

Già prima dell’approvazione del Piano Casa, Invimit era attiva sul tema della “casa abbordabile”, avendo definito 3 diversi modelli di intervento.


Il primo definito come “bilanciato”, in quanto costituito da un obbligo per gli operatori di locare unità a canone calmierato, insieme ad altri a canone di mercato. Un esempio concreto è quello degli immobili di proprietà di fondi gestiti da Invimit che si trovano a Corso di Porta Romana e in via Carducci a Milano. In questo caso le 8 unità di Corso di Porta Romana sono locate a canone calmierato obbligatorio (454 euro a posto letto al mese). Le unità di via Carducci, al fine di sostenere economicamente l’operazione, sono locate a canone di mercato.


Il secondo modello è quello di REgenera, che prevede la proposta a operatori professionali di progetti di trasformazione di ex uffici, ex caserme, ex centri professionale in student house o silver house. Anche in questo secondo caso, è previsto un mix di canoni di locazione calmierati (non superiore al 30% del reddito familiare netto) e a mercato.


Il terzo e ultimo modello riguarda grandi aree urbane a sviluppo, di proprietà di fondi gestiti da Invimit, che si trovano a Milano, Bologna, Venezia, Roma e Napoli. Per Piazza d’Armi a Milano abbiamo siglato un protocollo con il Comune per sviluppare un progetto che prevede 1700 appartamenti, di cui il 40% a canone calmierato vero, e il secondo o terzo parco urbano della città. Inoltre, il progetto prevede, a differenza del passato, diversi metri quadri in meno costruiti sull’area.

Il Ruolo di Invimit nel “Piano casa”

Nell’ambito delle misure approvate dal Governo, INVIMIT SGR è stata individuata quale soggetto attuatore del secondo pilastro, che prevede l’istituzione di un fondo immobiliare denominato “Fondo Housing Coesione” (FHC), promosso e sottoscritto dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri

Come opera il Fondo

Il Fondo è finalizzato a canalizzare risorse di derivazione europea e nazionale destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa, verso iniziative immobiliari volte all’incremento dell’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale da assegnare in locazione a canone accessibile alle categorie di soggetti maggiormente esposte alle tensioni del mercato della locazione – tra cui giovani, studenti, lavoratori fuori sede, famiglie in difficoltà e categorie vulnerabili – anche mediante la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e il contenimento del consumo di suolo.

 

Il Fondo investirà fino a un importo massimo inizialmente stimato in 100 milioni di euro, in regime di co-finanziamento con gli ulteriori importi, sia derivanti da programmi europei, sia derivanti da programmi nazionali, che saranno messi a disposizione del FHC da regioni e province autonome di Trento e Bolzano, tramite sottoscrizione delle quote di FHC (in appositi comparti), in favore di OICR Target che realizzino progetti immobiliari riguardanti il medesimo ambito territoriale di ciascun ente territoriale sottoscrittore. Gli investimenti del Fondo saranno effettuati in regime di co-investimento con investitori terzi, pubblici e/o privati, in modo da favorire l’attrazione di capitali ulteriori rispetto alle risorse pubbliche conferite al Fondo.

 

Nell’ambito della strategia di investimento del Fondo Housing Coesione e del primo comparto, la SGR intende ora avviare una consultazione pubblica esplorativa, al fine di ricevere – dalle società di gestione del risparmio del mercato potenzialmente interessate – manifestazioni di interesse non vincolanti relative a potenziali progetti immobiliari, da valutare per le finalità di investimento del FHC e del primo comparto.


A conclusione della fase di consultazione esplorativa, la SGR pubblicherà un Avviso per la raccolta di proposte di investimento negli OICR target nei quali il Fondo potrà investire mediante sottoscrizione di quote.