Roma, 26 maggio 2026 – “Il decreto “Piano Casa” è molto importante non solo per il Paese, ma anche per la nostra Società che è stata chiamata a svolgere un ruolo sul secondo pilastro. Lo scopo che Invimit SGR persegue da tanto, ma che con questa nuova norma potrebbe essere ancora di più sollecitato, è quello del riutilizzo dei beni pubblici non utilizzati a fini strumentali dalle Pubbliche Amministrazioni. Mi riferisco a quegli immobili in disuso da anni, che ho definito come “buchi neri”. Si tratta di un problema sociale per le nostre città, in quanto spesso tali immobili sono lunghi di reati vari. Pertanto, il riutilizzo di questi compendi rappresenta da una parte una salvaguardia per la sicurezza dei cittadini e, dall’altra parte, un potenziale nuovo uso per scopi sociali. Questo è quindi uno dei principali obiettivi di tale provvedimento che riteniamo, se condiviso dalle Regioni, possa ottenere un’importante efficacia nel medio termine”.
“È molto importante, per garantire il contenimento del consumo di suolo, che gli enti territoriali guardino al proprio patrimonio e lo mettano a disposizione di questo progetto. Gli enti potranno riutilizzare anche immobili non strettamente abitativi, come uffici da riconvertire, e noi metteremo a disposizione un applicativo nazionale su cui caricare gli immobili per una prima valutazione.
Il punto centrale è rafforzare l’offerta abitativa contenendo il consumo di suolo. Il progetto si basa su iniziative territoriali che Regioni, Comuni ed enti locali possono promuovere o a cui possono partecipare. Partecipare significa conferire immobili in un fondo immobiliare, ricevendo quote del fondo e contribuendo così alla rigenerazione del patrimonio pubblico per ridurre il disagio abitativo.
Qualora l’ente non disponga di immobili, o i costi di ristrutturazione siano troppo elevati rispetto all’obiettivo di offrire abitazioni a canone sostenibile, potrà comunque promuovere operazioni sul territorio, anche private, riconoscendone con atto amministrativo l’interesse locale e pubblico. Le condizioni restano quelle previste dalla norma: offerta abitativa a canone sostenibile e contenimento del consumo di suolo.
Il regolamento di gestione è stato avviato con il Dipartimento per le Politiche di Coesione e l’obiettivo è chiuderlo entro fine giugno, così da attivare rapidamente il progetto. Seguirà un bando aperto a tutto il territorio nazionale, con criteri condivisi con il Dipartimento e con le Regioni interessate, per valutare le operazioni”.
Così Mario Valducci, Presidente di Invimit SGR, e Stefano Scalera, Amministratore Delegato della Società del MEF, nel corso dell’audizione in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati in merito al Decreto sul Piano Casa
Qui il video dell’audizione