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Invimit a convegno OICE: “SUL PIANO CASA CRUCIALE RUOLO REGIONI ED ENTI TERRITORIALI PER AVERE TEMPI CERTI E ATTRARRE CAPITALI PRIVATI”

Invimit a convegno OICE: “SUL PIANO CASA CRUCIALE RUOLO REGIONI ED ENTI TERRITORIALI PER AVERE TEMPI CERTI E ATTRARRE CAPITALI PRIVATI”

Roma, 18 giugno 2026 – Stefano Scalera è intervenuto oggi al convegno annuale di OICE (l’Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica), al quale è intervenuto anche Mario Valducci, in qualità di AD di Fintecna.

Questa una sintesi dell’intervento dell’AD di Invimit SGR:

Il secondo pilastro del Piano Casa nasce dall’esigenza di accelerare l’utilizzo dei fondi già individuati per l’housing. Cruciale, in tal senso, è il ruolo delle Regioni e degli Enti territoriali. Le Regioni possono mettere in campo le risorse europee programmate per la casa, decidendo di farle conferire nel fondo housing sociale gestito da Invimit SGR e partecipato dal Dipartimento Coesione. Sia le Regioni che gli Enti in generale, inoltre, possono mettere a disposizione due fattori decisivi: i propri immobili e le proprie competenze amministrative. Qualora in un dato territorio non fossero presenti immobili pubblici adatti o sufficienti a essere trasformati per le finalità di housing sociale, potrebbe darsi – invece – che ci siano asset privati con tali caratteristiche. In questo secondo caso, i progetti che riguardano beni di natura privata devono essere promossi dall’Ente pubblico, attraverso il riconoscimento della rilevanza nel risolvere un problema pubblico. Quindi, l’Ente territoriale – per risolvere i problemi in materia di housing – dovrebbe come prima cosa assicurare tempi certi nell’iter amministrativo del progetto di rifunzionalizzazione degli immobili individuati a tali scopi e, in seconda battuta, mettere a disposizione i propri immobili o, qualora non ve ne fossero, emanare un atto amministrativo che riconosca l’interesse pubblico di una proposta privata. Se l’Ente territoriale entra in questa ottica, non ritengo essenziale la presenza di un commissario straordinario. I progetti in questione, inoltre, devono essere sostenibili dal punto di vista economico-finanziario e ambientale. A tal proposito, è importante ricordare che i fondi europei che le Regioni potrebbero decidere di far conferire nel fondo housing sociale debbono attirare capitali privati. Affinché ciò avvenga, è necessario che l’Ente locale si attivi per risolvere i problemi in tempi certi e brevi, ma su questo sono molto fiducioso.
Il vero ingrediente del secondo pilastro del Piano Casa è la collaborazione pubblico-privata. Ora siamo nelle condizioni di aprire dei tavoli di concertazione con tutti i soggetti che vanno coinvolti. Invito pertanto tutti a collaborare per il miglior funzionamento del secondo pilastro: abbiamo bisogno del supporto dell’industria per presentare progetti sostenibili e degli Enti territoriali, affinché mettano in gioco i beni di proprietà e esortino le Regioni a conferire le risorse europee.

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