Roma, 19 marzo 2026 – “Valorizzare non significa vendere, ma investire in immobili pubblici che da tanto tempo non sono utilizzati dalle Amministrazioni.
Solo per fare qualche esempio: le colonie marine degli anni ’30, di cui la costa adriatica è piena, centri di formazione, uffici (per i quali dopo il Covid è cambiato molto). In questi casi, valorizzare significa ridare una nuova funzione a questi immobili, affinché si crei un prodotto che possa essere immesso sul mercato. Questo è ciò che fa Invimit SGR.
Il ruolo della SGR è stato sempre quello di investire parte delle riserve tecniche assicurative dell’Inail, per sviluppare un prodotto che parte da un certo rendimento e va sul mercato. Non sempre, nella sua storia, Invimit ha svolto questo ruolo. Nell’ultimo anno mezzo abbiamo impresso un’accelerazione, investendo 400 mln di euro in partnership pubblico-private.
I proventi di tali investimenti sono andati ai vari Enti pubblici apportanti.
Il problema del nostro Paese è legato alla crescita del PIL. Bisogna riportare il risparmio gestito ad investire in Italia. Perché quando si sottoscrive un fondo, di qualsiasi gestore, che investe all’estero ma non nel nostro Paese, significa che quel risparmio italiano non finanzia la crescita italiana. Dobbiamo riflettere su questo.
È fondamentale ricominciare a investire nei territori. Non esiste, ad oggi, uno strumento finanziario che raccolga dei fondi che vadano poi sul territorio.
Avverto molto questo tema, in quanto i progetti di Invimit si basano su imprese locali.
Per esempio, a Fano, se Invimit non avesse messo a disposizione equity come investitore istituzionale, non ci sarebbero stati altri soggetti disponibili a far partire un importante progetto per il territorio di rimessa in funzione di un immobile con un nuovo centro unico per le aziende sanitarie del territorio e per un hotel di cui la città ha bisogno”.
Così Stefano Scalera, durante il suo intervento al convegno Consulentia 2026 promosso dall’Associazione nazionale consulenti finanziari (ANASF).
Qui il video dell’intervento dell’AD
