Roma, 13 ottobre 2026 — Stefano Scalera è intervenuto al convegno “Abitare l’Italia di domani” promosso da Assoimmobiliare e Assonime presso la Sala Refettorio della Camera dei Deputati.
Di seguito le dichiarazioni dell’AD di Invimit:
Il tipo di intervento previsto dal secondo pilastro del Piano Casa, quello in cui interviene Invimit Sgr, non è spesa pubblica, ma ha un profilo di “capitale paziente” che va nella direzione di sostenere progetti di case a prezzi abbordabili.
Il capitale per la casa in Italia c’è. Secondo il rapporto promosso da Confindustria Assoimmobiliare e Assonime “Abitare l’Italia di domani. Politiche pubbliche e capitali privati per la casa accessibile”, presentato oggi alla Camera dei Deputati, nel 2025 gli investimenti professionali nell’immobiliare hanno toccato i 12,3 miliardi di euro, e il segmento di pregio li ha attratti senza difficoltà.
Non arriva però dove serve di più: nella locazione a canone accessibile. Questo perché il rendimento, al netto di rischi, tempi e regole, non copre il costo del capitale.
Chiamarlo “fallimento del mercato” è troppo comodo. Un mercato che funziona dove le condizioni reggono non è fallito: è condizionato.
Il D.L. 66 del 2026 del Governo interviene su molti fattori “condizionanti”.
In primis quelli di natura regolatori (articolo 8): occorre che la norma diventi prassi nelle amministrazioni affinché il mercato riduca il premio per il rischio.
Nel secondo pilastro poi, quello affidato ad Invimit Sgr, sottoscritto dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio introduce uno strumento di politica del territorio: la rigenerazione è politica economica, non solo urbanistica.
E lo introduce con una forma di partenariato tra il pubblico e il privato. Perché il tema non è di scegliere tra Stato e mercato: per far crescere il segmento di mercato che offre case a prezzi abbordabili occorre spostare il profilo di rischio-rendimento.
Per questo nel secondo pilastro si applicano le stesse semplificazioni degli altri due pilastri, ma forza il sistema a utilizzarle senza necessità del commissario. Questo affinché le norme di semplificazione entrino nel quotidiano degli enti locali e diventino utili per gli interventi in modo strutturale. Come strutturale deve diventare il sistema di fondi immobiliari su cui si basa il Piano Casa.
Il punto quindi è non quanto capitale manca, ma quante condizioni e in che tempi siamo capaci di creare perché arrivi.
