Roma, 18 agosto 2026 – Stefano Scalera ha rilasciato un’intervista al Sole24 Ore per dare notizia dell’istituzione del Fondo Housing Coesione e, più in generale, per illustrare le prospettive dell’impegno di INVIMIT riguardo al Piano Casa.
Queste le dichiarazioni dell’AD:
«Il consiglio di amministrazione di Invimit ha deliberato l’istituzione del Fondo Housing Coesione. Adesso ci saranno le comunicazioni alla Banca d’Italia e, subito dopo, il Dipartimento per le politiche di coesione potrà sottoscrivere i 100 milioni previsti dal decreto n. 66/2026. Il fondo, a questo punto, è operativo e potrà ricevere le sottoscrizioni. Il primo concetto da sottolineare, a questo proposito, è che si tratta di un fondo dei fondi. Quindi, farà investimenti in fondi target che saranno istituiti e gestiti da Sgr diverse dalla nostra. In questo modo, saranno impiegati fondi europei delle Regioni che erano già destinati all’housing, insieme a risorse private.
Al centro di questo progetto c’è una ricognizione degli immobili da destinare all’edilizia residenziale sociale. La ricognizione dei progetti sul mercato potrà partire a settembre. Da un lato, cercheremo di far emergere da parte delle Sgr attive sul territorio i progetti da sottoporre ad analisi di investimento. Dall’altro lato, offriremo agli enti territoriali la possibilità di mettere sulla nostra piattaforma gli immobili che vogliono candidare. Partiremo da questo incontro di domanda e offerta, nel quale ci aiuteranno anche soggetti come Anci, Ifel o Federcasa. Tenendo presente che il rendimento obiettivo è molto basso: sostanzialmente, ripagherà l’inflazione. Un concetto importante per un’operazione che punta a dare risposte alla “fascia grigia” del mercato, che quindi non può accedere ai prezzi liberi ma nemmeno all’edilizia residenziale pubblica. Per il successo del Fondo sarà fondamentale il ruolo delle Regioni. Ci stiamo già attivando per far capire alle Regioni che rischiano di perdere fondi: ci sono tra i 2 e 3 miliardi di euro di risorse dedicate all’housing che andranno impegnate. In questo senso, il nostro obiettivo è consegnare gli alloggi entro il 31 dicembre del 2030. Ci sono progetti che possono raggiungere questo target temporali; ne vediamo già diversi sul territorio.
Per fare qualche esempio delle operazioni che immaginiamo possiamo prendere come riferimento la Missione Regenera, la nostra piattaforma dedicata al recupero del patrimonio pubblico, che in qualche modo sarà replicata nel Piano casa. Nell’ex caserma Romagnoli a Padova abbiamo dato la possibilità a un’altra Sgr di lavorare alla trasformazione urbanistica, per portare l’edificio in abitativo e creare 300 alloggi per infermieri. Ci vorranno tre anni circa. L’operazione prevede la partecipazione del Fondo i3 del MEF, con un investimento di 39 milioni. Ma progetti simili ci sono a Cremona, Forlì, Novara, Torino. Sono operazioni, e questo è fondamentale per il Piano casa, che daranno spazio anche alle città piccole e medie.
Detto questo, continueremo a muoverci attraverso più modelli. Il primo è quello nel quale ci sono immobili già a destinazione abitativa per i quali si cercano gestori; il secondo modello è quello che punta al riutilizzo del patrimonio pubblico, come nella Missione Regenera; poi c’è un terzo modello che guarda ai grandi progetti di sviluppo urbano. E qui ci sono operazioni che potrebbero essere interessanti anche per i grandi investitori, sul modello del terzo pilastro del Piano casa. In questo ambito, noi stiamo lavorando sugli interventi dell’isola di Sant’Elena a Venezia, di piazza d’Armi a Milano e di Prati di Caprara a Bologna”.
Qui l’intervista completa:
https://www.invimit.it/wp-content/uploads/2026/08/intervista-Scalera-Sole24-Ore.pdf