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Scalera al Giorno: “Sviluppiamo potenzialità del patrimonio pubblico, senza dismetterlo ma mettendolo a reddito. Nostro modello ‘bilanciato’ di canone calmierato con canone a mercato diventerà industriale”

Scalera al Giorno: “Sviluppiamo potenzialità del patrimonio pubblico, senza dismetterlo ma mettendolo a reddito. Nostro modello ‘bilanciato’ di canone calmierato con canone a mercato diventerà industriale”

Roma, 28 aprile 2026 – Stefano Scalera ha rilasciato un’intervista al quotidiano “Il Giorno”

in cui ha delineato le caratteristiche dei progetti di Invimit SGR nella città di Milano: dallo sviluppo sostenibile dell’area di Piazza d’Armi, all’avvio del modello ‘bilanciato’ di locazioni a canone calmierato e a canone di mercato che sarà poi esteso, in una logica industriale, nelle altre città in cui opera la SGR.

Queste le parole dell’AD:
«Su Piazza d’Armi stiamo lavorando per presentare al Comune la convenzione urbanistica, con l’obiettivo di far partire l’iter entro l’estate. Le tempistiche della realizzazione dipendono dal Comune, considerando che per la convenzione potrebbero essere necessari 6-8 mesi e per la successiva progettazione almeno tre anni. Rispetto al precedente progetto, ci sono importanti modifiche. Pur rispettando il criterio della sostenibilità economica, sono previsti edifici di minore altezza e densità e più spazi verdi. Il 40% degli alloggi, circa 700, sarà messo sul mercato per affitti a canone calmierato: circa 450-500 euro al mese per 40-60 metri quadrati, rivolti a single o famiglie senza figli in difficoltà abitativa. Interveniamo su una zona dove in passato erano previste torri di 140 metri, con un bosco distrutto. Oggi è tutto diverso.
Riguardo agli altri progetti su cui stiamo lavorando a Milano, il nostro interesse è su due vie centralissime: via Carducci e corso di Porta Romana. In corso di Porta Romana 51, nel palazzo progettato dal maestro Vico Magistretti, sono previsti 39 posti letto da destinare a locazione per studenti fuorisede, con un canone medio di 454 euro a posto letto. Via Carducci invece sarà a libero mercato, per garantire la sostenibilità economica dell’insieme. Questo modello a breve diventerà “industriale“, considerando la missione pubblica della nostra Sgr, con l’estensione nelle altre città d’Italia dove siamo presenti, a partire da Bologna e Venezia. Noi non possiamo fare edilizia residenziale pubblica, quello è compito dei Comuni e delle Regioni, ma possiamo intervenire su quella fascia grigia di lavoratori in difficoltà. Un approccio che emerge anche dall’accordo con i sindacati sugli immobili ex Trivulzio».

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